LAN Backup
Release 1.0.0.115 del 07/11/2005
(client 1.01.0239)
Software per il backup
di rete centralizzato
visite dal 07 novembre 2005
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-
1. Introduzione
-
2. Il client
-
3. Cosa fa
-
4. La sicurezza di LanBackup
o
4.1 Vulnerabilità: fake client,
fake server e accessi dall’esterno
o
4.2 Autenticazione e protezione
-
5. Transazioni
criptate e crittografia
o
5.1 Modalità di cifratura
o
5.2 Cosa viene criptato
o
5.3 Raccomandazioni
-
6. Come funziona
o
6.1 Il Backup
o
6.2 L’archivio di backup
o
6.3 Denominazione
o
6.4 Cosa viene salvato
-
7. Installazione, configurazione e requisiti
o
7.1 Setup e configurazione del server
o
7.2 Setup e configurazione del Client
o
7.3 Installazione come servizio di Windows
o
7.4 Limitazioni
o
7.5 Vantaggi
-
8. Impostazioni di configurazione globali
o
Generale
o
8.1 Porta TCP/IP
o
8.2 Cartella di destinazione dei backup
o
8.3 Percorso di aggiornamento automatico
o
8.4 Compressione eventi di sistema
o
8.5 Registra i trasferimenti dei files negli eventi
o
8.6 Comprimi ogni archivio al termine del backup
o
8.7 Esclusione di files dalla copia
o
Pianificazione
o
8.8 Inizio il backup alle ore
o
8.9 Nei giorni
o
8.10 Periodo di conservazione salvataggi
o
Avvisi
o
8.11 Notifica degli eventi agli amministratori
-
Impostazioni di configurazione singolo client
o
Proprietà
avanzate
o
9.1 Copia diretta o archiviazione protetta
o
9.2 Avvio backup personalizzato per clients
o
9.3 Eseguire backup completo/incrementale
o
9.4 Amministrare il client
o
9.5 Salvare il registro degli eventi alla fine del backup
o
9.6 Archiviazione periodica su nastro o cd dei files
compressi
o
9.7 Eseguire comandi batch prima/dopo il backup (sul server
e/o sul client)
o
9.8 Chiudere applicazioni prima di effettuare il backup
-
10 Suggerimenti per i backup/impostazioni

LanBackup è una applicazione
Client/Server disegnata per centralizzare il salvataggio dei dati sensibili
delle workstations e dei servers presenti in una rete aziendale nel modo più
semplice, intuitivo e sicuro
possibile.
Questo software è destinato agli amministratori
di sistema che conoscono a fondo le caratteristiche dei dati presenti sulle
workstations della LAN, il modo in cui gli utenti tengono i backup personali,
la criticità delle informazioni che archiviano in locale e soprattutto il grado
di affidabilità dell’hardware in dotazione.
In sostanza questi concetti si potrebbero riassumere in questa
semplice valutazione: quanto meno gli
utenti risultano predisposti a farsi i propri salvataggi su macchine fuori
garanzia, quanto più si prospetta la necessità di abituare gli utenti al noioso
meccanismo dei backup.
O più semplicemente, si ricorre a
software di questo tipo.
LanBackup, come qualsiasi
software non è l’unico nel suo genere, ma va sottolineata la differenza
importante che lo distingue dagli altri: con LanBackup è l’amministratore di
sistema che, in accordo con gli utenti, struttura e pianifica i salvataggi, ma
né lui né nessun altro al di fuori dell’utente, è in grado di manipolare e
visualizzare il contenuto dei backup eseguiti. Questo era ciò che cercavo in un
backup centralizzato, ed è ciò che non ho trovato in nessun software in
commercio.
Un'altra peculiarità di LanBackup
risiede nel backup incrementale differenziato: si può scegliere di copiare i
soli files modificati dall’ultimo salvataggio senza sostituire i precedenti e
questo rende possibile il recupero dei dati a qualsiasi data.
Per poter funzionare Lan Backup
ha bisogno che siano installate le parti Client sulle workstations cdi cui si
vuole salvare i dati e la parte Server sulla postazione che raccoglierà tutti i
backup trasmessi dalle workstation.

Ecco l’interfaccia di LBClient,
scarna e priva di funzioni. In realtà LBClient si deve occupare solo di rispondere
alle richieste del server. Il server chiede ad esempio la lista di una cartella
e LBClient invia le informazioni. L’interfaccia serve solo per il controllo da
parte dell’utente o dell’amministratore di sistema sulle attività richieste.
Tutto ciò che LBClient fa viene
registrato e monitorato negli eventi dell’interfaccia.
Come già descritto
precedentemente, tecnicamente ciò che avviene tra il server e il client sono
richieste a cui il client risponde. Una volta avviato il server, questo si
mette in ascolto TCP/IP sulla porta 3457, ed ogni client che viene avviato
cerca il server e si connette sulla stessa porta. Una volta stabilita la
connessione l’amministratore di sistema, dal server può:
1) chiedere
informazioni circa il software e l’hardware installato sulla macchina
2) Monitorare
i programmi in esecuzione e chiuderli
3) Monitorare
la coda di stampa e gestirla come se fosse locale
4) visualizzare
il contenuto delle cartelle e dei files del client (solo l’elenco, non può
vedere i dati contenuti nei files!)
5) scegliere
le cartelle che saranno incluse nel backup (l’utente stesso può segnalare
quelle di maggiore interesse)
6) pianificare
e monitorare i backup giornalieri, e decidere ad esempio di conservare
settimanalmente i backup effettuati
7) Eseguire
backup immediati
8) Visualizzare
e monitorare il contenuto del desktop remoto corrente (NON INTERATTIVO).
9) Eseguire
comandi remoti
E’ importante sottolineare che i backup
(punti 4 e 5) sono effettuabili solo se l’utente remoto, sul suo client, ha
indicato una password. Questa password accompagnerà i dati per sempre, ed un
eventuale ripristino sarà possibile solo quando egli stesso (unico possessore
della password) la reinserirà. Fino a quel momento nessuno, nemmeno
l’amministratore di sistema potrà, in nessun modo, ripristinare i dati. Nel
caso l’utente non inserisca la password nessun dato uscirà mai dal suo
computer.
Per ogni file/cartella inclusa
nel backup, il server memorizza i dati in un archivio proprietario con
estensione *.AXX. “Formato di file proprietario” significa che me lo sono
inventato e quindi nessun altro software può decodificare le informazioni
binarie contenute in esso.
Poiché stiamo parlando di sicurezza e il punto 8 e 9 si riferiscono a uno pseudo controllo remoto è importante sapere che Lan Backup non prevede la possibilità arbitraria di inserirsi su un computer sul quale gira LBClient e ‘vedere’ o ‘fare’ quello che si vuole. LanBackup consente di vedere il desktop remoto in tempo reale e di inviare comandi allo stesso client solo dopo che l’utente vi ha autorizzato. In pratica per ognuna di queste attività viene richiesto il consenso dell’utente e si potrà proseguire solo se c’è stata la conferma da parte dello stesso. Ciascun comando viene loggato sia sul client che sul server e se succede qualcosa è sempre possibile ricostruire la storia degli eventi.
4.1 Vulnerabilità: fake client, fake server e accessi dall’esterno
Se pensiamo che un backdoor come
una applicazione server in piena regola con socket in listening, nascosta
all’utente e in attesa di collegamenti dall’esterno, possiamo immaginare
LanBackup esattamente al contrario: è lui che si collega al server in ascolto
ed è quindi impossibile accederci con telnet o altri strumenti hackeristici. Ad
esempio, per sapere se un computer ospita un virus trojan basta conoscere l’IP
e provare se sulle porte si ottiene risposta. Se il computer lo ospita dopo
qualche tentativo risponde. LanBackup no.
Se fossi un malintenzionato
l’unica speranza che avrei di prendere il controllo di LanBackup sarebbe quella
di fingermi il server quando questo è spento e aspettare che LBClient chieda la
connessione. Primo problema sarebbe quindi quello di chiudere LBServer, perché
quando client e server sono attivi e connessi non avrei la minima di
possibilità di interagire con nessuno dei due. Va da se che LBServer deve
essere sempre attivo e risiedere su una macchina sempre online.
Per verificare invece che i
client connessi siano effettivamente quelli degli utenti effettivi e non
qualche malintenzionato che si finge uno di essi, LanBackup utilizza un paio di
accorgimenti semplici ma efficaci. Il primo, ad ogni nuova richiesta di connessione
di un client, l’admin deve autorizzare l’accesso manualmente (un messaggio lo
avverte che un nuovo client ha chiesto di collegarsi al server). Il secondo,
nel caso il fake client sia uno di quelli già presenti e autorizzati in
precedenza, fa il controllo sul MAC address. Di conseguenza, una volta che
l’admin autorizza un client, ogni accesso successivo sarà autenticato solo se
l’hostname e l’IP provengono dallo stessa macchina.
5. Transazioni
criptate e crittografia
Quando si installa un client su una postazione, come valore predefinito l’opzione “Trasferimenti criptati” sul menu opzioni, è attivata. Ciò significa che i dati trasmessi sulla LAN vengono criptati
5.1 Modalità di cifratura
L’algoritmo di crypt è interno al programma e utilizza una formula di cifratura classica dei sistemi di protezione di sicurezza medio/alta. Esso si basa sulla trasformazione degli 8 bits di ogni carattere del buffer di trasmissione applicando una formula matematica che varia in funzione di alcune caratteristiche della stringa stessa quali dimensione, qualità e peso di ogni simbolo rappresentato dal byte da cifrare. Per ovvi motivi non si espone nel dettaglio l’algoritmo ma si può garantire che pur non avendo chiavi di codifica/decodifica il sistema è sufficientemente sicuro per transazioni su una LAN.
5.2 Cosa viene criptato
La password utente che passa in rete è sempre criptata, indipendentemente da qualsiasi impostazione. Se si abilita “trasferimenti criptati” sul client, il buffer di trasmissione dei files da salvare viene crittografato e poi inviato. Il server che riceve il buffer lo decodifica e lo archivia.
5.3 Raccomandazioni
“transazioni criptate” riduce la velocità di trasmissione almeno del 40% ed è consigliabile valutare la quantità di dati da dover trasferire dai clients. Ad esempio, nel caso di salvataggi di alcuni GigaBytes, potrebbe essere più conveniente comprimere in locale la struttura (eseguendo un batch prima del backup) magari con password, e poi trasmettere in chiaro. I dati sarebbero comunque trasferiti in piena sicurezza e non graverebbero eccessivamente sul traffico di rete.
La finestra di richiesta password
sul client:

(NB: le password sono
criptate sia in locale che durante il traffico di rete)
Quando viene avviato LBserver la
prima volta, la colonna “Network” non conterrà nessun computer della rete. E’
sufficiente aspettare qualche secondo per veder popolare l’albero di tutti i
client installati sulla sede. Infatti LBclient, quando è disconnesso, ogni 30
secondi tenta di collegarsi al server autonomamente e smette appena ci riesce.
A quel punto sul server vedremo
comparire il nome dell’host e l’icona celeste ad indicarne lo stato di online.
Le informazioni sulla macchina
vengono raccolte ogni volta che si clicca sul nome e sono automaticamente
memorizzate in locale su un file nella cartella del server \cache.txt.
Il file cache.txt funge da database locale e serve per poter
visualizzare le informazioni anche a client spento. Ovviamente non vengono
memorizzati i processi attivi, la coda di stampa e le informazioni che sono
utili solo al momento del monitoraggio.
6.1 Il backup
Il tab Explorer mostra i
dischi rigidi del client (per ovvie ragioni non sono gestiti floppy o cd) ed è simile ad explorer di windows. Una
volta individuata la cartella da salvare è sufficiente selezionarla e con il
mouse destro aggiungerla al catalogo in basso a destra. Tutti i files contenuti
in questa cartella e in tutte le sottocartelle saranno inclusi nel backup
eccetto i files indicati nelle esclusioni (cfr 8.7) o i files non
modificati dall’ultimo backup se si è scelto la modalità incrementale
6.2 L’archivio di backup
Quando il programma fa un backup
con l’opzione “archivia su .axx”, i dati trasferiti vengono memorizzati in un
file speciale contenente tutti i files e le cartelle del client. Su questo
archivio i dati sono in forma espansa, ovvero, se sul client la cartella e
sottocartelle occupano 320MB, questo archivio al termine dell’operazione di
trasferimento occuperà gli stessi 320MB. Per questo motivo viene
automaticamente compresso da WinRar e cancellato.
Per ripristinare un archivio da
un backup è sufficiente decomprimerlo con WinRar, da LBserver aprire il file .axx
ed estrarlo. L’utente dovrà indicare la sua password o non verrà ripristinato
nessun file.
PROC002_2005-08-20.AXX
HHHHHHH_AAAA-MM-GG.AXX
Dove H = Nome di rete del Client
AAAA = Anno del backup
MM = Mese del backup
GG = Giorno del backup
È evidente che con queste caratteristiche non può esistere
più di un backup al giorno per ogni client..
6.5 Cosa viene salvato
Quando si avvia il backup di un host, il server verifica
tutte le impostazioni e comunica al client le modalità con cui intende ricevere
i dati per l’archiviazione:
Per i clients configurati per l’archiviazione su file *.axx
vengono accodati i files trasmessi in sequenza di arrivo, non vengon copiate le
ACL e nessuna proprietà (data di creazione, di modifica, accesso ecc.)
Se si è scelto di comprimere l’archivio dopo il backup,
insieme ai dati viene compresso anche il log contenente gli ultimi eventi sia
del server che del client.
Per i client configurati con “copia diretta” non viene
eseguita la compressione e non viene salvato automaticamente il log degli
eventi

La struttura tipica consisterà in
1 postazione server e n postazioni client. Server e Client possono coesistere
sullo stesso computer.
LBServer è stato provato e
funziona su Windows XP SP2 e Windows 2000 PRO
LBClient su Windows 98, Windows NT Workstation 4.0,
Windows NT Server 4.0, Windows 2000 PRO, Windows XP, Windows 2000 Server
Dopo il Setup avviare LBServer e
verificare che non dia errori sulla porta 3754*. aprire il pannello delle
impostazioni. Verificare che le impostazioni siano coerenti con la vostra
struttura/hardware (cartella di backup, porta, pianificazioni ecc)
Configurazione aggiornamenti
automatici.
L’autoupdate di LanBackup serve
per aggiornare il client (LBClient.exe) in caso di nuove versioni senza dover
passare da tutte le workstations. Poiché quella attuale è la 1.158 (vale a dire
compilato 158 volte) si presume che ce ne siano ancora.
Per configurare l’autoupdate di
LanBackup occorre creare una cartella (dove volete voi, non necessariamente sul
server) condivisa ad accesso pubblico (Everyone) e indicare questa posizione
nelle impostazioni di LBserver. Metterete lì i files (di norma solo
LBClient.exe) che saranno indicati come da aggiornare.
*
se la porta 3754 fosse utilizzata
da un'altra applicazione chiuderla, avviare LBserver e modificare il numero
della porta per le connessioni con i clients.
Una volta installato LBClient
occorre modificare il file config.txt presente nella cartella dell’applicazione
e indicare il nome o l’ip del computer sul quale è installato LBServer:
PORT
3754
SERVER
xxxxxxxx ß nome o ip del server
TIMEOUT
15
Per installare LBServer come
servizio di Windows occorre avviare lbsvc.exe con il parametro /i e seguire le
istruzioni a video. Un icona nella traybar indica che il servizio è installato
e funzionante (
se la console
è disattavata oppure l’icona
se è in esecuzione).
ATTENZIONE: Su
alcuni computer potrebbe essere richiesta l’installazione di alcuni componenti
di Office 2000. Inserire il CD e completare le fasi descritte a video.
Per disinstallare il servizio
eseguire lbsvc.exe /u
Pe installare LBClient come servizio di Windows seguono le stesse regole, il file da eseguire è LBClient.exe /i e LBClient.exe /u per la rimozione.
AVVERTENZE: Seguire
attentamente le istruzioni perché non tutte le fasi sono automatizzate.
Una volta lanciato l’eseguibile con il parametro /i occorre verificare e confermare i passaggi fino a quando tutte le finestre sono chiuse. dopodiché è necessario aprire le proprietà del servizio e abilitare la voce "Consenti al servizio di interagire con il desktop" nell'etichetta "Connessione".
Avviare poi il servizio
manualmente se non si desidera riavviare il computer

-
Non si possono escludere files dentro le cartelle indicate nel
catalogo, ma è possibile escludere alcuni files a priori (per tutti, es
pagefile.sys, .iso;.mp3;*.avi ecc)
-
Non si possono indicare nomi di cartelle uguali presenti su
dischi diversi, ad esempio C:\TEST e D:\TEST, perché il programma sostituisce
la cartella di backup (C:\LBDati\) al drive.
-
Non si possono pianificare o ottenere più di un backup per
client nelle 24 ore.
-
L’archivio AXX viene splittato in multivolumi da 500MB
l’uno fino a un massimo di 10 pezzi (*.ax1, ax2 ecc) per un totale 5GB. Questo
è il limite massimo che si può trasferire da ogni workstation. Se però si
esegue la copia diretta con ricostruzione della struttura non ci sono limiti,
vengono copiati anche 100GB
-
I singoli files del client che superano 500MB non vengono
salvati (si evita di salvare involontariamente files ISO da rip di DVD !!)
-
Non salva su nastro.
-
LBClient funziona da puro client. (molti client vengono
spacciati per tali e non lo sono)
- Doppia autenticazione del client sul server, una manuale e l’altra via MAC address.
-
DATI SEMPRE PROTETTI!!! Solo
l’utente può ripristinare e quindi vedere i propri dati
-
LBserver e LBClient usano una ed un'unica porta per tutti i
tipi di comunicazione. Altri software simili (es: Veritas NetBackup) usano
decine di porte dedicate a singoli servizi.
-
Trasferimento dati criptati opzionale sul singolo host
-
Salvataggio degli eventi di sistema del client e storico
dei log
-
Possibilità di eseguire comandi prima e dopo il backup (si
possono così raccogliere dati da fonti esterne e/o copiare su fonti esterne)
-
Avviso agli admin di eventuali errori e/o completamento
corretto dei backup.
-
Alta velocità di trasmissione
o
su una LAN a 100 Mbps va da 1500 a 2000 Kbps
(250Kb al secondo, circa 20MB al minuto)
o
su una LAN a 1000 Mbps va dai 3000 ai 4000 Kbps
(650Kb al secondo, circa 120MB in 3 minuti, circa 2.5GB l’ora)
- Copia dei log di backup del server e del client e archiviazione insieme ai dati (anche anni dopo possiamo sapere quello che è successo durante quel backup specifico)
- Segnala con un warning se l’orologio del client è fuori sincronia.

8.1 Porta TCP/IP è il
numero di porta sulla quale LBServer si mette in ascolto. I client dovranno
avere lo stesso numero di porta nel file config.txt
Tutti i files raccolti dalle
varie workstation confluiranno in questa cartella. Può essere un unità di rete
(\\srv\share)
Posizione in cui risiede
LBClient.exe aggiornato e dal quale i clients si autoaggiorneranno.
Comprime e cancella il log degli
eventi quanto raggiunge la dimensione specificata. (vedi impostazioni
avanzate per ogni singolo host)
Indica se si vuole che i singoli
files trasferiti compaiano nel registro degli eventi
Indica se, per recuperare spazio su
disco, gli archivi *.axx generati dal backup debbano essere compressi con
WinRar
Elenco (separato da punto e
virgola) dei tipi di files o files che si vogliono escludere dalla copia.
Questa impostazione ha effetto su tutti i backup di tutti gli host.

Orario di avvio backup globale.
Indicare qui l’ora nella quale si presume ci siano più clients online. Per le
workstations che hanno orari diversi di attività è possibile specificare
singolarmente l’orario di avvio (nel tab opzioni del client stesso)
Indicare i giorni della settimana
in cui si desidera che venga eseguito il backup
Scadenza delle copie eseguite
oltre il quale i files archiviati (compressi e non) vengono cancellati.

Invia un Net Send ai computer
indicati (max 3) per le condizioni:
-
Se effettua almento un backup. Usato per inviare all’amministratore di sistema il completamento
del backup. Questo messaggio viene generato una sola volta in tutto l’arco
delle 24 ore in cui sono pianifcati i backup. Se ad esempio gli host da salvare
sono 5 il messaggio viene generato una sola volta. Se l’admin non trova
messaggi sulla sua postazione è segno evidente che qualcosa è andato storto.
-
Alla ricezione di comandi sconosciuti. Se il server riceve
comandi che non riconosce. Vengono segnalati negli eventi, ma se si desidera
maggiore controllo si può essere avvertiti con net send

-
Scegliere copia diretta per ricreare la struttura
delle cartelle identica a quella del client, il drive viene sostituito con la
cartella di backup. Queste copie non sono compresse e non sono protette da
password, pertanto è consigliabile usare questa opzione solo se i dati da
trattare sono di pertinenza esclusiva dell’admin (transito o copie aggiuntive
di backup dei servers, replica di repositories ecc..). Questa opzione non è
soggetta al limite dei 5GB di backup totale e 500MB per singolo file.
-
Scegliere copia e archivia su *.axx (predefinito) se
si desidera che i dati vengano archiviati nel file proprietario descritto in
precedenza (consigliato per la maggior parte dei clients).
Indica un orario personalizzato di avvio dei backup. Per
impostazione predefinita i backups dei clients partono all’orario specificato
nelle impostazioni globali, dal primo client attivo fino all’ultimo
nell’elenco. Se però sappiamo che un client non sarà mai online a quell’ora è
possibile spostare l’avvio del backup solo per quel computer.
Copia solo i dati modificati dall’ultimo salvataggio eseguito.
Viene creata una cache sul client contenente lo stato dei files al momento del
backup e la analizza/aggiorna ad ogni backup successivo
Questa opzione consente di amministrare il client senza
richiedere le autorizzazioni per ogni operazione remota. Utilizzare questa
opzione solo se il client da amministrare è un server o qualsiasi altra
macchina di pertinenza esclusiva dell’admin.
Effettua il salvataggio del log degli eventi per il client
specificato. per log degli eventi non si intende gli eventi del programma
LanBackup, ma gli eventi Application, Security e System del computer (NT, 2000
e XP). Il salvataggio avviene al termine del backup dati per mezzo del tool di
sistema DUMPEL.EXE fornito con il Resource Kit di Windows 2000. Per ogni client
viene creato un file di nome “EV_<nomepc>.TXT” nella cartella di backup.
Il backup degli eventi è incrementale, la prima volta che viene eseguito copia
l’intero registro e le volte successive copia i log partendo dall’ultimo
backup.
Attivando questa opzioni l’admin verrà informato quando le
varie copie di backup raggiungono una dimensione prestabilita. Se ad esempio
sappiamo che alla fine di ogni backup i dati di un client occupano intorno ai
30 MB, possiamo decidere che ogni 20 backup (e quindi 600 MB ) i dati debbano
essere trasferiti su nastro o CD e disposti in cassaforte.
9.7 Comandi da eseguire prima/dopo il backup (sul server
e/o sul client)
LanBackup offre la possibilità di eseguire dei comandi
batch o exe prima e dopo il backup.
Di seguito una sintesi del processo di backup per ogni singolo
client
-
Verifica se il client è online
-
Verifica se deve essere avviato il backup
-
Invio del filtro files da escludere
-
Avvio comando batch sul server e attesa completamento
-
Invio dei comandi batch al client, esecuzione sul remoto
del primo, attesa notifica di completamento.
-
Kill delle applicazioni sul client indicate nell’opzione
successiva
-
Esecuzione del backup dei dati
-
Avvio sul remoto del secondo comando, attesa notifica di
completamento
-
Avvio del secondo comando batch sul server e attesa
completamento
-
Compressione e cancellazione *.AXX sul server
Elenco, separato da punto e virgola, di applicazioni di cui
sappiamo che assolutamente NON debbano essere attive. Il client le chiuderà prima
di eseguire il trasferimento dei dati. Questa opzione è utile se sappiamo con
certezza che una data applicazione blocca i files da salvare e che la sua
esecuzione ne impedisce la copia corretta. Se ad esempio vengono pianificati i
backup notturni è anche molto probabile che a quell’ora non debba essere attivo
nessun programma utente e questa opzione consente di effettuare i backup in
piena sicurezza.
-
Per trasferire su nastro le copie fatte, preparare un batch
con le istruzioni di copia ed eseguirlo al termine dell’ultimo host (server:
esegui comando dopo il backup)
-
Eseguire la copia diretta se i dati da salvare sono
generici dell’ufficio (eseguibili, dati poco sensibili).
-
Abilitare “trasferimenti criptati” sul client solo se la
quantità di dati da trasferire non sia enorme, altrimenti è conveniente far
eseguire in locale un batch di compressione prima dell’invio.
-
Disabilitare “salva eventi” su sistemi operativi Windows
9x/Me poiché non dispongono di registro degli eventi
-
Se il client da salvare è un server del dominio, preparere
un batch “prima” di stop dei servizi che potrebbero allocare i files e uno di
restart al termine del backup (arresto/riavvio sissioni di ORACLE, chiusura
connessioni DOS, ecc..)
-
Se a priori si sa che sul client una applicazione alloca i
files da salvare potrebbe essere necessario chiuderla prima del backup e
riavviarla al termine.
-
Se viene salvata la posta elettronica di OE è consigliabile
impostare l’esclusione del file “Posta eliminata.dbx” e tutti i files che non è
importante salvare
10.1 Risoluzione di problemi
-
Su alcuni computer, durante l’installazione del servizio
lbsvc.exe del server, potrebbe venire richiesta l’installazione di alcuni
componenti di Office 2000. Inserire il CD e completare le fasi descritte a
video.
-
Se si installa uno dei due componenti come servizio di
windows e sono indicati “esegui comando prima/dopo il backup”, questi
potrebbero non funzionare, in quanto richiedono che almeno un utente sia
loggato sul computer.